Fauna
La fauna selvatica presente nei nostri boschi annovera specie come il cinghiale, che lascia un po’ ovunque il segno della sua presenza rappresentato in maggior parte dagli insogli e dai segni sui tronchi degli alberi ai quali amano grattarsi. Numerosi anche caprioli, volpi, tassi ed istrici. La fauna ha inoltre da sempre rivestito un’importanza rilevante per l’alimentazione.
La cacciagione comprendeva infatti starne, lepri, fagiani, cervi, cinghiale e caprioli, ed ancora, tordi, merli, passerotti, beccafichi, fringuelli ed allodole.
Il ghiro è stato cacciato per scopi alimentari, infatti uno dei nomi inglesi di questa specie è “Edible dormous”, letteralmente “dormiglione commestibile”.
Gli uccelletti allo spiedo, intercalati con pane, salvia, alloro e lardo di maiale,
divennero un piatto assai frequente anche sulle tavole dei borghesi ed entrarono a pieno titolo nel quadro della cultura gastronomica italiana grazie anche all’opera di Pellegrino Artusi (“Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” pubblicata per la prima volta nel 1891 e tutt’oggi ristampata).
Presenti anche rapaci diurni come Poiana e Biancone, oltre che numerosi passeriformi che si odono nel bosco come capinera, sterpazzola, pettirosso, cinciarella e picchio verde.


